È ormai conosciuta l’abitudine del colosso dei social media, Facebook, di inglobare nelle proprie piattaforme alcune funzioni che hanno già dimostrato di avere successo su altre più centralizzate. Un esempio famoso sono le Instagram Stories, ovvero delle foto o video (di massimo 15 secondi) che rimangono sul profilo della persona che le pubblica per sole 24 ore, funzione che da sempre ha caratterizzato un altro social network, Snapchat. Ma anche i più recenti Instagram Reels, video a rotazione, ispirati alle funzionalità di Tik Tok, possono essere presi d’esempio. Questa volta parliamo di Neighborhoods, funzione ispirata ad un’app che forse è più conosciuta oltreoceano, Nextdoor, ovvero una piattaforma in cui le comunità si riuniscono per dare il benvenuto ai nuovi arrivati, scambiare raccomandazioni e leggere le ultime notizie locali. Esattamente come in un quartiere, o come si dice in inglese, appunto, neighborhood. Facebook ha lanciato questa funzione in Canada, per studiarne i risultati ed eventualmente diffonderli negli Stati Uniti e in Europa.

 

Con Neighborhoods gli utenti possono creare un profilo che è separato dal loro profilo principale, possono poi unirsi ad aree di discussione con altri utenti che vivono nella stessa parte della città. Neighborhoods è un’estensione di ciò che gli utenti già fanno su Facebook, come il collegamento con le persone che conoscono di persona, il sostegno alle imprese locali e la condivisione di raccomandazioni. Ciò che aggiunge all’esperienza è la capacità per gli utenti di impegnarsi con un gruppo più ampio di gente del posto a cui non sono direttamente collegati. 

Logisticamente parlando, Neighborhoods funzionerà così: ci sarà una sezione su Facebook dedicata ad un quartiere al quale gli utenti possono aderire creando un profilo diverso da quello principale, ma con la stessa immagine del profilo, copertina e lo stesso nome. Gli utenti possono aggiungere altre informazioni su se stessi come interessi personali, luoghi preferiti e una breve biografia, dopodiché Facebook chiederà agli utenti di confermare il loro quartiere per assicurarsi che vivono davvero dove dicono di vivere. Gli utenti possono anche unirsi a quartieri vicini oltre al proprio. Una volta entrati in un “quartiere”, gli utenti saranno in grado di intraprendere discussioni con altri vicini o iniziare una propria discussione creando un post. Un feed dedicato a Neighborhood Questions permetterebbe agli utenti di fornire risposte alle domande presentate dai loro vicini, che sarà sicuramente un utile punto di riferimento per le persone che sono nuove in una zona. Se entrare in contatto con i vicini in una sottosezione di Facebook non è abbastanza esclusivo, gli utenti possono creare e unirsi a gruppi all’interno di Neighborhoods per entrare in contatto con la gente del posto in base a specifici argomenti. Questo può essere un modo efficace per le persone di incontrare altri intorno a loro che condividono gli stessi interessi. I Neighborhoods possono anche essere usati per coordinare progetti, o forse anche per pianificare incontri. Inoltre la funzione Raccomandazioni permette agli utenti di condividere suggerimenti ai loro vicini su luoghi e attività commerciali da visitare: gli utenti che cercano raccomandazioni locali su qualcosa di specifico possono pubblicare dei sondaggi per far votare le altre persone del loro quartiere.

Come sappiamo anche grazie al film The Social Network, Facebook fu creato nel 2004, ma divenne pubblico nel 2008. Possiamo quindi dire che sono tredici anni che questa piattaforma fa parte della nostra vita e mettere a confronto le funzionalità che aveva questo social all’inizio con quelle di adesso è quasi impressionante. Gradualmente il colosso del web ha integrato contenuti per fare in modo di essere sempre più presente in ogni aspetto della vita dei propri utenti. Dopo aver creato spazi digitali dove cercare casa, vendere oggetti, confrontarsi sui ristoranti di zona, qual è il futuro di questa piattaforma sempre più poliedrica?