È ormai abbastanza evidente che la comunicazione negli ultimi decenni ha avuto un cambiamento radicale. I mezzi si sono moltiplicati, i settori pure e di conseguenza il mondo della pubblicità e della promozione ha subito una rivoluzione. Le aziende si trovano, infatti, in uno stato di continua necessità di adattarsi, di rincorrere le tendenze e le analisi dei dati, quando provano ad affrontare la questione della comunicazione aziendale. Il digital marketing aiuta a fare luce su questa moltitudine di strumenti che possono essere utilizzati per arrivare al potenziale cliente (o consumatore) e le maggiori compagnie del web mettono a disposizione una varietà di piattaforme da utilizzare per ogni step delle campagne comunicative (Google, Facebook ad esempio). 

Dopo la loro esponenziale diffusione, infatti, anche i social media hanno deciso di sfruttare quello sconfinato bacino di utenza che hanno a disposizione per aiutare le aziende a progettare delle campagne efficaci e targettizzate. Stiamo parlando, appunto, di social media marketing, ovvero una serie di conoscenze e competenze che sono indispensabili se si è deciso di investire su questo tipo di piattaforme per far conoscere il proprio brand o i propri servizi/prodotti. Per quanto possa sembrare facile utilizzare i social network (d’altronde il loro successo è dovuto proprio alla usability, cioè interfaccia intuitiva e facile da utilizzare) per questo ruolo, la questione è un po’ più impegnativa quando si tratta di investire in pubblicità. Prima di tutto, infatti, bisogna saper decidere quale social utilizzare in base ai contenuti.

 

Come prima cosa, come avviene in molti altri settori, anche nel social media marketing bisogna fare un’analisi preliminare in base a ciò che si vuole promuovere e chi si vuole raggiungere. Le domande da farsi sono: chi è la mia audience, su chi voglio puntare? Quali social utilizzano maggiormente i miei clienti? Che tipo di contenuto devo condividere? Che tipo di pubblicità voglio utilizzare? Una volta risposte queste domande dovrebbe presentarsi già un quadro abbastanza preciso su come muoversi.

 

Il passo seguente è trasferire queste osservazioni in dati ed adattarle alla scelta dei social. Come già è abbastanza facile osservare i social network hanno caratteristiche molto differenti, sia dal punto di vista di utenti, che dal punto di vista dell’interfaccia. Quindi, il tipo di contenuto condiviso subisce lo stesso tipo di differenziazione. Alcune indicazioni per avere un’idea di cosa significa questo:

Facebook ha la più alta capacità di segmentazione. Su questa piattaforma è possibile raggiungere persone da ogni parte del mondo, di ogni età quasi senza limiti. Essendo il social network più completo da un punto di vista funzionale, i contenuti da condividere possono anche essere meno diretti e più da approfondimento. In parole povere, l’utente su Facebook ha un livello di attenzione maggiore, quindi non ha problemi a fermarsi un minuto su un video o un testo, perciò non c’è bisogno di ridurre all’osso il prodotto. Ovviamente, aiuterebbe che il post fosse catchy e che risalti rispetto agli altri. Generalmente, l’utente medio di Facebook non è tra le fasce più giovani e viene largamente utilizzato anche dagli over 40.

Instagram è una piattaforma un po’ speculare rispetto a Facebook. Qui l’utente è più giovane e l’interfaccia è più semplice. Non è ricco di funzioni, gira tutto intorno alla foto, all’immagine. Nonostante il fatto che è possibile pubblicare video di massimo un minuto (al di sopra di questa durata c’è IGTV, una funzione parallela di Instagram che permette di visualizzare video di durate molto più lunghe) oppure stories da 15 secondi che rimangono visibili solo per 24 ore, il mezzo più efficace rimane comunque la foto. L’utente che utilizza Instagram lo fa in maniera veloce e spensierata, scorre la home e si sofferma poco sui contenuti, quindi utilizzare questo social per fini pubblicitari significa dover investire molto sull’estetica. Da non sottovalutare è l’influencer marketing ovvero affidare il prodotto ad utenti Instagram con più di 10 mila followers per sfruttare il loro bacino d’utenza. Una delle più recenti funzioni sono le IG Reels, ma su questo è più competitivo TikTok, piattaforma di cui parleremo in seguito.

Anche la più famosa piattaforma video, Youtube, può essere utilizzata per la pubblicità di servizi o prodotti. Se si vuole investire, è possibile utilizzare la funzionalità degli annunci TrueView, che permettono all’azienda di scegliere il proprio target di clienti in modo da far apparire la pubblicità agli utenti che visualizzano video nella stessa sfera d’interesse. Ad esempio: sono un’azienda che si occupa di prodotti alimentari e voglio arrivare alla fascia d’età dai 18 ai 35 anni, Youtube mi offre la possibilità di far apparire il mio annuncio prima dei video di Masterchef, poiché gli utenti avranno caratteristiche simili. Anche su Youtube è possibile utilizzare l’influencer marketing, affidando il prodotto ai cosiddetti youtuber.

Linkedin può essere considerato il social network più formale, utilizzato da personalità professionali e quindi più propense ad approfondire articoli, prodotti, iniziative. È raccomandabile, infatti, utilizzare questo social per il brand awareness, ovvero il far conoscere la propria azienda in una fase iniziale o di espansione, dato l’alto tasso di network che offre Linkedin.

Infine, una relativa new entry nel mondo dei social network è TikTok. Questa piattaforma può essere considerata un’estremizzazione di Instagram. Non esiste una home, non esistono funzionalità diverse dal video, gira tutto intorno al metodo del sistema di raccomandazioni. L’utente manifesta degli interessi particolari ed il resto lo fa la piattaforma, tramite un’interfaccia semplicissima mostra continuamente video dopo video della stessa sfera, perfezionando l’algoritmo ogni volta che l’utente naviga, fornendo sempre contenuti interessanti. Vista la natura semplice e diretta di TikTok, è il social network più utilizzato dalla fascia anagrafica più giovane, fino ai 18 anni. L’inserimento di annunci ovviamente è permesso ed anche in questo caso è considerabile l’utilizzo di utenti molto seguiti per pubblicizzare il proprio prodotto.

 

Questi sono i più conosciuti canali social da utilizzare per una comunicazione aziendale. Ognuno di queste piattaforme ha una funzione business al quale si può accedere a pagamento in qualità di azienda e regolare le proprie campagne scegliendo target ed interessi.