Qualche mese fa, volendo raccontare i trent’anni di Studio RAM abbiamo cominciato dalla riapertura di RAM Hotel gallery, e abbiamo scritto che non è ancora giunto il momento per smettere di chiederci: “cosa vogliamo fare da grandi?”.

Forse, per provare a rispondere, vale la pena guardare alla nostra storia. Studio RAM nasce infatti utilizzando la tecnologia per migliorare il lavoro sul fumetto. Quando abbiamo cominciato, storia più volte raccontata, il lettering veniva realizzato a mano e la nostra sfida fu riuscire a portare quella qualità nel digitale, che all’inizio degli anni novanta muoveva i primi passi. La sfida era conservare la cura e l’attenzione del lavoro artigianale e non semplicemente velocizzare il processo. Contrariamente alle aspettative, inizialmente i tempi si allungarono in quanto dovevamo capire e standardizzare i processi di lavorazione mantenendo per l’appunto alta la qualità. In questo senso, per il nostro approccio, ci siamo sempre sentiti un po’ artigiani digitali.

Gli strumenti sono cambiati molto in questi trent’anni, ma quello che continuiamo a fare è osservare le possibilità offerte dalla tecnologia e capire come utilizzarle senza perdere la qualità e il rispetto per il lavoro degli autori. Forse sta in questa continua ricerca e curiosità il nostro continuare a chiederci “cosa vogliamo fare da grandi?”.

Nel frattempo è cambiato anche il fumetto. Con la diffusione del web abbiamo cominciato a vedere linguaggi che prima vivevano separati dialogare sempre di più tra loro: un progetto poteva continuare oltre il libro o la tavola stampata, diventare video, audio, evento, contenuto digitale. I social hanno reso questa contaminazione ancora più evidente, e oggi siamo abituati a vedere una storia, un autore o un personaggio attraversare formati differenti per raggiungere pubblici diversi.

Anche il modo di leggere il fumetto si è trasformato. Il web ha aperto la strada alla lettura verticale e successivamente al modello “webtoon”, un linguaggio pensato per lo smartphone e costruito sullo scorrimento, sui tempi di apparizione delle immagini e su un rapporto diverso tra vignetta, spazio e testo. Cambia il modo di progettare, pubblicare, verificare la risposta del pubblico e una storia nata per il digitale può trovare una nuova vita anche sulla carta.

Sono cresciuti anche altri linguaggi: il video breve è diventato parte della nostra quotidianità, diciamo pure che scrollare sui nostri smartphone è diventato per molti lo sport più praticato, mentre podcast, audiolibri e audioracconti hanno riportato l’ascolto al centro del consumo culturale. Le storie oggi vivono attraverso immagini, voce, movimento, social, web, gaming e stampa.

L’intelligenza artificiale accelera ulteriormente questa trasformazione, e anche qui il nostro interesse non si esaurisce nell’automatizzare, velocizzare o sostituire il lavoro delle persone. Lo abbiamo verificato concretamente rinnovando il processo di automatizzazione per il lettering, a cui avevamo già lavorato diversi anni fa con il Letteretor e adesso lo stiamo testando con Letteretor 2.0. Come sempre le regole tecniche e gli standard restano quelli definiti da chi il lettering lo sa fare, mentre la macchina si occupa della parte ripetitiva. Il tempo che ne guadagniamo torna alla parte del lavoro che conta davvero: la parte grafica e creativa.

Per chi continua a considerarsi un artigiano digitale, la sfida è proprio questa: usare strumenti sempre più potenti senza lasciare che siano gli strumenti a decidere la qualità del risultato.

È da qui che stiamo provando a immaginare il prossimo passo di Studio RAM.

Per trent’anni abbiamo lavorato soprattutto nel lettering, nella grafica editoriale, nella traduzione, nell’adattamento e nella progettazione visiva, sviluppando nel tempo anche competenze nel video, nell’animazione e nelle tecnologie applicate alla produzione. Oggi vogliamo mettere queste esperienze maggiormente in relazione tra loro, chiedendoci fin dall’inizio come un contenuto possa attraversare linguaggi differenti invece di restare legato a un solo formato: un fumetto che diventa webtoon, una storia che diventa audio, un’immagine che acquista movimento, un contenuto che attraversa lingue, mercati e piattaforme diverse.

È un percorso che stiamo iniziando a chiamare Studio RAM Content Adaptation. Portiamo con noi trent’anni di esperienza per applicare ancora una volta la stessa idea con cui abbiamo cominciato: usare la tecnologia per dare più possibilità alle storie, senza perdere il mestiere e la creatività di chi le realizza.

Forse è questa, almeno per ora, la risposta alla domanda su cosa vogliamo fare da grandi.